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GIOVANI A TEATRO - Ascanio Celestini a Padova Il 24/02/12 |
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Alle ore 20.45 al Teatro Verdi, Padova PRO PATRIA di Ascanio Celestini con Ascanio Celestini i morti e gli ergastolani hanno una cosa in comune, non temono i processi. i morti perché non possono finire in galera. gli ergastolani perché dalla galera non escono più. chi ruba una mela finisce in galera anche se molti pensano che rubare una mela è un reato da poco. e chi ruba due mele? chi ne ruba cento? quando il furto della mela diventa un reato? c’è un limite? c’entra con la qualità della mela? la legge è uguale per tutti e i giudici non si mettono a contare le mele. la statua della giustizia davanti al tribunale ha una bilancia in mano, ma entrambi i piatti sono vuoti. non è una bilancia per pesare la frutta. Sono le parole di un detenuto che sta scrivendo il discorso. Un discorso importante nel quale cerca di rimettere insieme i pezzi della propria storia, ma anche di una formazione politica avvenuta in cella attraverso i tre libri che l'istituzione carceraria gli permette di consultare. Chiede aiuto a Mazzini. Un Mazzini silenzioso e sconfitto. quand’è che l'avete capito che era finita, Mazzini? quando finisce la rivoluzione? finisce a roma nel ’49 con la fine della repubblica? o con le insurrezioni degli anni ’50? con le impiccagioni e le fucilazioni di Belfiore che faranno guadagnare a Francesco Giuseppe il soprannome dell’impiccatore? con l’insurrezione di Milano del ’53? qualche migliaio di uomini che assaltano caserme e posti di guardia e sperano nella diserzione dei soldati ungheresi che invece non ci pensano proprio. alla fine vengono giustiziati in 16. quella volta Marx scrisse che la rivoluzione è come la poesia, non si fa su commissione. quando è che avete pensato "siamo sconfitti", Mazzini? |
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